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Sono 99 i Comuni Rufiuti free in Sicilia

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06 febbraio 2026
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La Sicilia “Riciclona”, che in un arco temporale di 6 anni, dal 2018 al 2023, grazie all’impegno di tante amministrazioni comunali e di milioni di cittadini, era riuscita a passare dal 29,52% al 55,20% di raccolta differenziata, fa registrare nel 2024 una brusca frenata, certificata non solo dallo striminzito aumento dello 0,67% ma anche dal numero dei comuni siciliani al passo con l’obiettivo del 65% imposto sin dal 2012 dalle direttive comunitarie e recepito dalla normativa nazionale: 303 erano queste realtà nel 2023 e tali sono rimaste anche nel 2024. 

È pur vero che, tra queste, ve ne sono in totale 135 che quel traguardo se lo sono già lasciato abbondantemente alle spalle andando a toccare, e in non pochi casi anche a superare, la soglia del 75%: sono i comuni a cui quest’anno Legambiente ha voluto dare merito classificandoli come “Ricicloni”. In totale stiamo parlando del 35% dei comuni dell’isola per una popolazione complessiva di 897.135 abitanti.

Altro dato in controtendenza rispetto agli anni precedenti è quello dei Comuni Rifiuti Free, cioè quelli in cui la produzione di rifiuti indifferenziati in capo ad ogni abitante è inferiore ai 75 chilogrammi: nel 2020 erano stati 33, nel 2021 erano diventati 55, nel 2022 il totale era passato a 80 e nel 2023 a 98, nel 2024 il totale è cresciuto di una sola unità. 

Ultimo campanello d’allarme in questo excursus è quello dell’andamento della produzione annua totale di rifiuti indifferenziati che nel 2024, dopo anni di provvidenziale “declino”, torna a crescere, passando da 949 mila a 953 mila a tonnellate.
Questi sono alcuni dei dati rinvenibili sul Dossier Comuni Ricicloni Sicilia 2025, presentato oggi a Palermo ai Cantieri Culturali alla Zisa, presso lo Spazio Mediterraneo, nell’ambito della settima edizione di Sicilia Munnizza Free, la campagna di Legambiente per liberare la Sicilia dai rifiuti e avviarla verso l’economia circolare.

Scendendo nel particolare delle varie classifiche svettano quest’anno Castel di Lucio, Comune Rifiuti Free assoluto con 10,5 kg di rifiuto indifferenziato per abitante e il 95% di differenziata, e Sinagra, che con il 95,7% è il Comune con la migliore percentuale di raccolta differenziata.
Dell’aumento praticamente impercettibile della raccolta differenziata nella regione è stato già detto, come pure della crescita della produzione di rifiuti indifferenziati dopo anni di decremento, con il 44% della produzione totale dei rifiuti destinato alle discariche, con costi di conferimento che purtroppo sono altissimi e si riflettono poi inevitabilmente sulle tariffe applicate all’utenza: in Sicilia lo smaltimento in discarica costa circa 380€ a tonnellata, contro i 90/120€/ton del Piemonte o i circa 150€/ton della Toscana. E la situazione peggiora quando si fa ricorso all’esportazione fuori regione, con il costo che può arrivare anche a 450€. Va da sé che, in un contesto simile, i Comuni che producono meno rifiuti indifferenziati e che per conseguenza fanno meno ricorso alle discariche, sono quelli che riescono a contenere sia i costi che la tariffa a carico dei cittadini.
Nella speciale classifica di Legambiente dei Comuni Rifiuti Free, quest’anno conquista il primato il già citato Castel di Lucio tra i comuni sotto i 5000 abitanti, con una produzione di RI di 10,5 kg/ab; San Giuseppe Jato si conferma primo nella graduatoria dei comuni tra i 5000 e i 15000 abitanti, con una produzione di RI di 15,3 kg/ab, così come è ancora Mazara del Vallo ad issarsi al primo posto tra i comuni sopra i 15000 abitanti, con una produzione di RI di 63,1 kg/ab.
Per il secondo anno sul dossier è stata pubblicata anche la classifica dei Comuni Ricicloni Costieri Rifiuti Free, sulla cui gestione del servizio di raccolta in termini di impegno e soprattutto di costi influisce la cosiddetta varianza estiva propria di tutte le località balneari: in questa speciale graduatoria la palma del migliore è andata al comune di Ustica, con il 92,2% di RD e una produzione di 35,4kg per abitante di RI. Seguono Cinisi, che ha un RD pari all’89,1% di RD e 46,8kg/ab, e Terrasini, con l’86,9% di RD e 61,8kg/ab.
Non si registra ancora alcuna presenza di comuni capoluogo di provincia tra i Comuni Rifiuti Free, con Enna e Ragusa cui va comunque la palma di più virtuose per percentuale di raccolta differenziata, rispettivamente del 68,6% e del 68,9%.
Le note dolenti permangono quelle delle città di Palermo con il 17,31% e Catania con il 33,55%: di fatto su entrambe, per la rispettiva produzione altissima di rifiuti indifferenziati, continua a ricadere la maggiore responsabilità delle ricorrenti saturazioni delle discariche e quindi dell’export di rifiuti siciliani in altre regioni italiane e all’estero. Da sottolineare invece la costante crescita di Messina che dal 55,41% passa al 58,57% risultando prima in Sicilia e sesta in Italia fra le grandi città (cioè quelle con popolazione superiore a 200 mila abitanti) per percentuale di differenziata. 
«Dopo anni di progressi – dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia – la raccolta differenziata nell’isola sembra essersi fermata. Dal 21% del 2017 si è arrivati al 55,2% nel 2023, ma nel 2024 la crescita è stata appena dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Preoccupa inoltre dopo anni l’aumento della produzione di rifiuti indifferenziati.
È questo – aggiunge Castronovo – il frutto avvelenato di una campagna di propaganda miope, incentrata esclusivamente sulla costruzione di inceneritori, che ha di fatto rallentato il percorso virtuoso intrapreso da amministrazioni e cittadini. Invece di rafforzarlo con misure e investimenti per migliorare la qualità della raccolta e potenziare gli impianti di riciclo, si è preferito imboccare una strada senza futuro.
Il rischio – anzi, la certezza – conclude Castronovo, è che con l’attuale piano dei rifiuti e la scelta di ampliare le discariche e realizzare gli inceneritori si finiscano per bruciare non solo i rifiuti, ma anche centinaia di milioni di euro e anni di impegno per costruire una vera filiera dell’economia circolare. La Sicilia ha oggi la possibilità di trasformare una cronica emergenza in un’occasione di sviluppo sostenibile, risanamento ambientale e rinascita economica. Sprecarla sarebbe imperdonabile.»
Sempre nel corso della presentazione del dossier e, in particolare, durante la parte dedicata alle  premiazioni hanno trovato spazio le menzioni speciali alle SRR, quelle assegnate dai partner di Sicilia Munnizza Free alle migliori performance nonché quelle alle esperienze di economia circolare raccontate sulle pagine del dossier.
Per quanto riguarda le SRR le menzioni speciali sono andate a quelle che hanno fatto registrare un dato di raccolta differenziata superiore al 75%: Trapani provincia SUD, Agrigento provincia OVEST, Palermo provincia OVEST.
Per le cosiddette migliori performance in termini di raccolta differenziata, implementazione dei servizi al cittadino, contrasto all’abbandono dei rifiuti sono assurti a protagonisti il comune di Acicastello, segnalato dalla FG Recycling Systems, e quello di Valderice, indicato da Agesp. Alla RAP di Palermo, su indicazione di LVS Group, è andata la menzione per  l’adozione del sistema di raccolta multimateriale che mette insieme plastica, metalli e cartoni per bevande. Menzione speciale anche per il progetto di riqualificazione della rotatoria dell’aeroporto Trapani-Marsala-Birgi assegnata dal partner SARCO ai 10 comuni che, con le loro raccolte di qualità del vetro, hanno reso possibile questo intervento. Nello specifico si tratta dei comuni di Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Favignana, Marsala, Paceco, Petrosino, San Vito Lo Capo, Trapani e Valderice. 
Infine le menzioni speciali per le Storie di Economia Circolare che hanno trovato anche quest’anno spazio all’interno del dossier e che confermano come in Sicilia ci sia un grande fermento di idee e di iniziative per dare concretezza ad un futuro in cui ogni materiale abbia una seconda vita.  Per Claudia Casa, responsabile Economia Circolare di Legambiente Sicilia “la transizione verso questo modello è senz’altro una necessità ecologica, ma è anche un’occasione strategica per accrescere la competitività economica anche dal basso, creando nuove opportunità commerciali e nuovi posti di lavoro e riducendo al contempo costi ed impatto ambientale. Le storie che abbiamo voluto raccontare e premiare quest’anno sono più di prospettiva, le consideriamo uno stimolo e insieme una iniezione di fiducia, per il presente ed il futuro della nostra regione”. 

Quest’anno le menzioni sono state consegnate: all’AMP Isole Egadi per avere sperimentato, prima in Sicilia, a Favignana e a Levanzo, il modello di “spiaggia ecologica” proposto da ISPRA con il progetto “BARGAIN”; alla FG Recycling Systems di Belpasso che, ad oggi, da Potenza in giù, risulta essere l’unico impianto dotato di tutte certificazioni necessarie per il recupero ed il trattamento di tutte le categorie di RAEE; al progetto “EcCiCoCo – Ecosistemi di Comunità Cooperante” che prenderà il via a breve in quel di Pantelleria e che, tra le altre cose, valorizzerà le circa 250 tonnellate annue di scarti della filiera olivicola (sansa, foglie, rami di potatura) ad oggi smaltiti quasi interamente fuori dall’isola ; al progetto “Zero sprechi, Mille Pasti”, anche questo in fase di avvio, con Palermo quale base operativa, perseguirà la riduzione degli sprechi alimentari con la preparazione di pasti e prodotti confezionati utilizzando le eccedenze alimentari (invenduto e prodotti non conformi) da destinare a persone fragili.