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Comuni Ricicloni: Trentino eccellenza nazionale
107 i comuni “Rifiuti free” premiati oggi che superano il 65% di raccolta differenziata e mantengono la produzione di rifiuto secco residuo sotto i 75 kg per abitante all’anno.
Legambiente: «La vera sfida non è solo aumentare ulteriormente le percentuali di raccolta differenziata, ma anche migliorarne la qualità. Puntare oggi su un inceneritore, come si sta ipotizzando nella provincia di Trento, significa scegliere una soluzione superata. Servono impianti per il recupero di materia».
Il Trentino si conferma tra i territori più virtuosi d’Italia nella gestione dei rifiuti urbani. È quanto emerge dal Dossier Comuni Ricicloni Trentino 2025, presentato da Legambiente Trento nel capoluogo di provincia presso la Fondazione Caritro nell’ambito dell’EcoForum provinciale sulla base dei dati 2024 forniti da APPA e dai gestori del servizio.
Su 166 Comuni analizzati, 107 risultano “Rifiuti Free”, ovvero superano il 65% di raccolta differenziata e mantengono la produzione di rifiuto secco residuo sotto i 75 kg per abitante all’anno. Un risultato che coinvolge il 64,5% dei Comuni trentini e testimonia una diffusione capillare di buone pratiche ambientali. Complessivamente la provincia raggiunge una raccolta differenziata dell’82,7%, con una produzione media di rifiuto indifferenziato pari a 87,5 kg per abitante, collocandosi tra le migliori realtà a livello nazionale. Premiati anche i gestori della raccolta: degli 11 presenti in provincia tutti hanno una media di raccolta differenziata ben superiore al 65% e di questi 5 (con valori compresi tra l’84% e l’88,2% di raccolta) riescono a contenere il rifiuto residuo al di sotto della soglia dei 75 kg pro-capite.
«Questi numeri – sottolinea Andrea Pugliese, presidente di Legambiente Trento – dimostrano l’efficacia dell’organizzazione del servizio e il ruolo fondamentale dei cittadini, che, con il loro impegno quotidiano, rendono possibile il funzionamento di un sistema avanzato di raccolta». Solo tre Comuni, pari allo 0,6% della popolazione provinciale, non raggiungono ancora l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata previsto al 2012, mentre 24 Comuni superano addirittura il 90%, comprese realtà di dimensioni significative come Pergine Valsugana e Levico Terme.
Il dossier mette, però, in luce anche le differenze territoriali e le criticità ancora aperte. In particolare, tra i Comuni con maggiore produzione di rifiuto indifferenziato pro-capite figurano molte località a forte vocazione turistica, dove le fluttuazioni di popolazione rendono più complessa l’organizzazione del servizio e l’informazione agli utenti. Non mancano tuttavia esempi virtuosi anche in questi contesti, a dimostrazione che una gestione efficiente è possibile e replicabile.
Accanto ai dati quantitativi, il rapporto valorizza esperienze di economia circolare applicata, come il progetto Re-Cig, che affronta il problema dei mozziconi di sigaretta, tra i rifiuti più diffusi e inquinanti, trasformandoli da rifiuto disperso nell’ambiente a materia prima seconda. Un esempio concreto di come innovazione tecnologica e responsabilità ambientale possano convergere, senza però sostituire la necessità di un cambiamento nei comportamenti individuali. Re-Cig ha ricevuto anche una menzione speciale nell’ambito del Premio Innovazione 2025 promosso dall’associazione ambientalista.
Guardando al futuro, Andrea Minutolo, Responsabile scientifico di Legambiente, ribadisce che «la vera sfida non è solo aumentare ulteriormente le percentuali di raccolta differenziata, ma migliorarne la qualità, riducendo gli scarti e garantendo che i materiali raccolti vengano effettivamente avviati a riciclo. Diventano centrali anche le nuove filiere, come i rifiuti tessili, i RAEE o il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona come pannolini e pannoloni, per le quali servono impianti adeguati e regole chiare».
In questo quadro, l’Associazione esprime forti perplessità rispetto all’ipotesi di realizzare un impianto di incenerimento in provincia. «Il Trentino ha già dimostrato di poter superare con largo anticipo gli obiettivi di raccolta differenziata e avvio a riciclo previsti dalla normativa – conclude Pugliese – Puntare oggi su un inceneritore significa scegliere una soluzione superata, non coerente con le quantità di rifiuto indifferenziato prodotte e con l’obiettivo di ridurle ulteriormente. Un impianto di questo tipo comporterebbe inoltre costi elevati che ricadrebbero sui cittadini. Esistono alternative più moderne ed efficaci, basate sulla riduzione a monte, sul miglioramento della qualità della raccolta e sul potenziamento degli impianti di recupero di materia. È su questa strada che la Provincia dovrebbe investire per chiudere davvero il ciclo dei rifiuti.»
Il Dossier Comuni Ricicloni Trentino 2025 restituisce quindi l’immagine di una provincia all’avanguardia, ma chiama istituzioni, gestori e cittadini a non abbassare la guardia: consolidare i risultati raggiunti e spingersi oltre è la condizione indispensabile per rendere il Trentino un territorio davvero “rifiuti free”.
Sono intervenuti: Chiara De Vescovi, Presidente Asia Trentino Srl; Roberto Bortolotti, Direttore Generale Amambiente; Marco Fimognari, Co-Founder & CEO Re-Cig Srl; Barbara Scarpa. Amministratore Legale Euroedit; Leonardo Benuzzi, Innovation Manager presso Gruppo Sartori Ambiente; Angela Giordani, dell’Associazione la Foresta; Maurizio Salvo, Area Rapporti con il Territorio Conai; Luca Campadello, Direttore generale Erion Textiles; Michele Brugnara, Assessore Comune Trento; Ruggero Pozzer, Assessore Comune Rovereto; Andrea Pugliese, Presidente Legambiente Trento; Andrea Minutolo, Responsabile Scientifico Legambiente; Laura Brambilla, Responsabile nazionale Comuni Ricicloni Legambiente; Emilio Bianco, Coordinatore nazionale Ecoforum regionali Legambiente.
Per scaricare il Dossier Comuni Ricicloni Trentino 2025 clicca qui.