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Marche ancora in stallo. Premiati 15 Comuni vurtuosi

“Il modello marchigiano di gestione dei rifiuti mostra segnali di flessione, guardare l'economia circolare come modello di riferimento è l'unica opzione vincente nel lungo periodo”.
“Anche la Provincia di Macerata può rilanciarsi se saprà difendere il modello porta a porta, a cui andrà affiancata un’adeguata impiantistica al servizio del riciclo”.
Si è svolto questa mattina all’Hotel Grassetti di Corridonia (MC) la nona edizione di “Ecoforum Marche”, iniziativa di Legambiente sui temi dell’economia circolare e della corretta gestione dei rifiuti urbani.
L’iniziativa è stata un momento di discussione e dibattito tra i principali stakeholder e attori politici del settore dei rifiuti e dell’economia circolare, si sono affrontati i principali temi che interessano la Regione Marche nella gestione dei rifiuti urbani, dalle migliori pratiche di economia circolare della, tra cui il nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti urbani approvato dalla Giunta Regionale, fino ai Comuni più virtuosi delle Marche, premiati con la consegna dell’attestato “Comuni Rifiuti Free”.
All’interno dell’ecoforum è stato fatto anche un focus sulla provincia di Macerata, territorio che per anni ha trainato l’intera Regione nella gestione virtuosa dei rifiuti urbani con il modello Cosmari, con un gestore unico pubblico per l’intera provincia con porta a porta diffuso in tutto il territorio di gestione e con autosufficienza impiantistica. Oggi questo modello presenta diverse criticità e il focus ha voluto tracciare la rotta che dovrebbe prendere il modello maceratese, per andare oltre le criticità ed abbracciare l’economia circolare
“Oggi abbiamo voluto realizzare l’iniziativa regionale in provincia di Macerata per l’importanza che questo territorio ha rappresentato – ha dichiarato Marco Ciarulli, presidente Legambiente Marche - le criticità del territorio maceratese sono lo specchio di un territorio regionale che ha rallentato la sua evoluzione della gestione dei rifiuti urbani e che oggi rischia addirittura di fare passi indietro guardando modelli di gestione appartenenti al passato come la termovalorizzazione e la raccolta di rifiuti stradale. “Rifiuti zero impianti mille” cita un nostro slogan, se vogliamo liberarci dal peso dello smaltimento dei rifiuti, dobbiamo sviluppare l’economia circolare con gli impianti di riciclo, ad oggi purtroppo grandi assenti. Al centro di questo modello economico e di sviluppo differente, il porta a porta resta e deve restare il cuore del servizio, purtroppo anche nel Maceratese c’è chi questo modello vorrebbe vederlo ridursi se non scomparire. Ma sappiamo che in tutta Italia, i territori che riescono ad ottenere ottime performance ambientali e gestione contenuta dei costi, hanno alla base il modello porta a porta. Se al fianco di questo servizio, realizzassimo anche gli impianti di riciclo, dal tessile ai prodotti assorbenti per la persona, ammodernando anche l’attuale impianto di compostaggio industriale, affiancandogli un biodigestore anaerobico, potremmo ridare slancio ad una provincia che oggi paga anche lo scotto economico di non avere una discarica d’ambito, necessaria per la chiusura del ciclo dei rifiuti, responsabile degli aumenti della TARI nella Provincia”.
Durante l’iniziativa il tema di un nuovo termovalorizzatore è stato ampiamente sviscerato nei numeri e nelle prospettive, con una Regione Marche che sostiene che per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Europa, il termovalorizzatore è necessario. Secondo questi obbiettivi, entro il 2035 non si potrà conferire in discarica più del 10% dei rifiuti urbani e questo obiettivo secondo la Regione Marche è perseguibile solamente con un termovalorizzatore a valle della gestione dei rifiuti.
“Se è vero che l'incenerimento è l'ultimo step per la chiusura del ciclo dei rifiuti, non dobbiamo cadere nella tentazione di vederla come la soluzione finale più veloce ed efficace – ha dichiarato Andrea Minutolo responsabile scientifico Legambiente - dobbiamo invece capire che per gestire correttamente la filiera dei rifiuti dobbiamo percorrere tutte le tappe necessarie, senza scorciatoie, con l'obiettivo di ridurre al minimo i materiali non più avviabili a filiere virtuose. Partendo da parole chiave come prevenzione, riuso, riutilizzo, riciclo ed ecodesign si percorreranno tutte le tappe necessarie e fare in modo che la capacità di incenerimento del nostro Paese non debba essere integrata ulteriormente ma che si assottigli ancora di più".
Sono stati infine premiati i “Comuni Rifiuti Free” delle Marche ovvero tutti quei Comuni che oltre a superare il 65% di raccolta differenziata riescono a tenere una bassa produzione di rifiuti da avviare a smaltimento (meno di 75 kg per abitante all’anno).
Di seguito l’elenco dei Comuni Rifiuti Free nelle Marche: Serrapetrona, Monteleone di Fermo, Torre San Patrizio, Belmonte Piceno, Camerano, Ponzano di Fermo, Lapedona, Gradara, Rapagnano, Terre Roveresche, Santa Vittoria in Matenano, Monterubbiano, Camporotondo di Fiastrone, Monte San Giusto, Monte Urano.
Hanno preso parte all’evento:
Giorgio Pollastrelli Provincia di Macerata, Laura Brambilla responsabile “Comuni Ricicloni” Legambiente, Massimo Sbriscia Dirigente Settore Rifiuti Regione Marche, Claudia Mazzucchelli Segretaria Generale UIL Marche, Matteo Giantomassi Responsabile Comunicazione ATA Rifiuti Ancona, Marta Giurato Area Rapporti con il Territorio CONAI, Emilio Bianco Coordinatore Ecoforum Regionali Legambiente, Paolo Gattafoni Presidente Cosmari, Franco Capponi Sindaco di Treia, Mauro Sclavi Sindaco di Tolentino, Marco Ciarulli Presidente Legambiente Marche, Luigino Quarchioni Portavoce Forum Terzo Settore Marche, Andrea Bertozzi Responsabile Area tecnica di Alea Ambiente, Andrea Gentili Sindaco di Monte San Giusto, Sonia Giuggiolini Amministratore Unico Soeco, Andrea Minutolo, Responsabile Scientifico Legambiente.